mercoledì 18 maggio 2016

Diario di un pessimo atleta II

Secondo atto del mio personalissimo e sconclusionato programma di allenamento.

Questa mattina mi sono alzato carico e convinto che questa sera sarei uscito a fare il mio personalissimo record. Peccato che, tornando dal lavoro, ho visto che le previsioni meteo erano pessime (per la cronaca poi non ha piovuto).

Ho così optato per il tapis roulant in palestra, risultato:

Percorso: 5,00 km
Tempo: 37,04 min
Kcal: 516 (il valore più basso non so a cosa sia dovuto)

Sensazioni: dolori alla milza solo a 4,50 km, fiato abbastanza buono. Al termine ho pure fatto un po' di addominali, per ora niente irritazione dei bronchi ma un polpaccio è passato da legno a marmo.

Direi bene ma non benissimo. Ritentiamo venerdì con la prova su strada.

Vado a morire...
Mus

lunedì 16 maggio 2016

Diario di un pessimo atleta

Qualche settimana fa mi sono fatto convincere a partecipare ad una gara di corsa che si svolge da alcuni anni a Verbania, Sorso di Corsa.

Si tratta di una manifestazione a carattere semi serio i cui proventi vanno in beneficenza e consiste in una corsa di 6 km con 6 birre da bere.

La seconda parte non mi impensierisce quanto la prima...perciò ho deciso di allenarmi. Dopo alcune prove su tapis roulant, questa sera ho deciso di iniziare la prova su strada, quindi senza riferimenti, di seguito risultati ed impressioni.

Percorso: 4,35 km
Tempo: 32,02 min
Kcal: 598

Sensazioni: dopo circa 500 metri primi dolori alla milza, dopo un chilometro fiato finito, ma sono andato avanti. Al termine mi sentivo abbastanza bene, dopo un paio d'ore tosse per probabile irritazione dei bronchi, gambe di legno, leggero mal di schiena, insomma pessimo.

Sono ottimista, penso di riprovare già mercoledì!

Baci
il vostro Forrest (più Mago che Gump)






mercoledì 20 aprile 2016

20 anni di Lambrate

Sabato 9 aprile sono stato testimone di qualcosa di unico. La festa dei 20 anni del Birrificio di Lambrate. Ero già stato al 18° ed era stato uno spettacolo incredibile, quest'anno si è andati al di là di ogni aspettativa.

La mia storia d'amore con Lambrate è iniziata nei primi anni 2000, non ricordo con precisione la prima volta in cui sono stato, ma è stata sicuramente per un pranzo ai tempi dell'università. Ricordo però la felicità che provavo ogni volta che entravo sapendo di bermi una bella birra fuori dagli schemi, quando ancora il movimento delle birre artigianali non era ancora esploso come oggi.

Da allora ci sono stato nel pub diverse volte, non spesso come avrei voluti, colpa dell'assenza di un autista sobrio per i viaggi di ritorno. Di certo sono una paio d'anni che non manco a Sant'Ambrogio e al compleanno.

Tornando alla festa, siamo arrivati alle 18 circa, e grazie al mio leggendario culo trovare parcheggio abbiamo lasciato la macchina a pochi metri da Via Adelchi. Già da lì si poteva vedere che la via era piena di gente festante.

Dopo una breve coda per prendere i tagliandi per la birra e ordinare mi sono goduto una Petite Ghisa.

A questo punto è iniziato il delirio, ci siamo persi più volte, abbiamo girato a vanvera tra la folla, io personalmente ho incontrato compagni di università che non vedevo da una vita e conosciuto alcuni esponenti dalla scena brassicola italiana tra cui Mastro Titta, il Colonna, Campari, oltre a tanta altra gente stupenda.

Nel corso della serata ho assaporato altre chicche di Lambrate che non avevo ancora provato tra cui la Malnatt, la Gambe de Legn e la Ciocch, per chiudere con una bella Ghisa.

La cosa che più mi ha colpito è stata vedere un intero quartiere in festa, con tutti i bar e ristoranti a rifocillare la gente.

Io dopo una vana coda per un Kebab, mi sono infilato in una pizzeria d'asporto e da vero punk ho mangiato una margherita seduto sotto la pensilina dell'ATM.

Che dire di più? Grazie a Lambrate per essere una grande famiglia!

Cheers
Mus


martedì 5 aprile 2016

San Carlone

Per la serie gite fuori porta, un paio di domeniche fa, vista la bellissima giornata abbiamo deciso di andare ad Arona a vedere il San Carlone. Si tratta della stauta del Santo, appartentente alla Famiglia Borromeo, costruita alla fine del 1600 dal Cerano (Giovan Battista Crespi) ad Arona (NO).

 
 
  


La vista che si gode dall'alto è mozzafiato.


Il costo dell'ingresso è di 3,00 € per il parco interno e di 5,00 € per la salita alla testa della statua, ad oltre 30 metri d'altezza, da cui si può godere d'una vista spettacolare, soprattutto nelle giornate limpide.

 
 
  



Dalla statua è possibile vedere anche la Rocca di Angera che si trova proprio di fornte.


La gita è stata sicuramente ottima, vista la vicinanza a casa ed il costo contenuto. E poi la volta precedente in cui sono stato, probabilmente era presidente Pertini.

Ora nell'elenco dell cose da fare c'è sicuramente la visita delle Isole Borromee, per rimanere sempre in tema con il Santo.

Saluti
Mus

domenica 3 aprile 2016

Weekendance

Passano gli anni ma la mia indole tamarra non se ne va. Appena ho visto su facebook l'evento Pheno '90 con Fargetta in console non ci ho pensato due volte e l'ho proposto alla mia compagnia di ballo.

Memore della precedente esperienza milanese sapevo che sarebbe stato un successo, cosa prontamente accaduta.

Per prepararmi alla prestazione, come un vero atleta, ho optato per un piatto di pasta in bianco con un po' di grana in modo da avere i carboidrati necessari per lo sforzo fisico. E pensare che una volta li ricercavo nel Long Island. Stupendo me stesso mi sono pure offerto come autista sobrio. 

Partenza alla volta di Borgomanero, arrivo abbastanza presto con locale ancora poco affollato, cuba di rito (autista sobrio, non astemio) e primi accenni di ballo.

Quando poi è salito in console Fargetta è iniziato il nostro spettacolo, come la scorsa volta più di due ore di ballo, quasi no stop, se si eccettua una breve tappa ai box per cambio acqua e rifornimento.

Apro una piccola parentesi per scusarmi con il corpo di ballo per averlo innaffiato causa movimento esuberante che ha ribaltato il cuba del mio amico Lorenzo (ho visto attimi di odio nei loro occhi ;-) )

Come consuetudine ci tengo a citare le persone degne di nota tra cui l'uomo con la tuta adidas, le tre pertiche imbarazzanti, la gilf e dulcis in fundo la sosia minorenne di Sasha Grey.

Chi, andando a letto alle 4, la mattina dopo non si sarebbe alzato per passare i pavimenti e poi alle 12 sarebbe ripartito alla volta di Novara per lo Street Food?
Eccomi!

Pranzo di livello iniziato con Bombetta di Alberobello (fettine di capocollo con caciocavallo e salame), hamburger di carne argentina, Pastin di Belluno (carne trita a base di manzo e maiale, con fetta di formaggio infilata in un panino) e gran finale con diplomatica al cioccolato.

Tutte le calorie bruciate il giorno precedente sono state riassunte con gli interessi in poco meno di 3 ore.

Questo weekend è stata l'ennesima dimostrazione del fatto che, per quanto mi sforzi, proprio non ce la faccia a condurre una vita morigerata, ma del resto solo questa ho quindi...e poi anche le persone salutiste prima o dopo lasciano questo mondo.

Ora mi aspettando sei giorni di quasi ascetismo per preparare il corpo e lo spirito alla festa dei 20 anni di Lambrate. Per dirla alla giovane Ciaone Proprio.

Concludo ringraziando il corpo di ballo nelle persone di Millu, Molli, Lorenz ed Elena per sabato ed il gruppo enogastronomico in quelle di Griso, Lele e Bea.

Alla prossima.
Mus

domenica 20 marzo 2016

Gita milanese

Qualche mese fa ho iniziato a pensare ad una vacanza low cost in zona, e così mi è venuto in mente che Milano si prestava a questa idea. Pure avendoci vissuto un anno ed essendoci stato come studente per parecchi altri, non l'ho mai vista come turista.

Cazzeggiando su facebook ho visto che il L@aboratorio "Per aspera ad astra” organizzava una visita guidata del Cimitero Monumentale e ho subito preso la palla al balzo.

Bellissima esperienza, sia le organizzatrici che si sono dimostrate cortesissime, sia la guida molto preparata e piacevole nella descrizione della storia e dell’architettura del museo a cielo aperto.









Imponente il Famedio con all'interno la tomba del Manzoni, il primo milanese famoso sepolto qui, e la cupola cerulea. Sulle pareti si possono vedere le targhe commemorative di altri personaggi illustri quali Cesare Beccaria, Garibaldi, Verdi.







Appena dietro al famedio, meno appariscente ma altrettanto suggestivo c'è il Monumento ai caduti milanesi nei campi di concentramento durante il nazismo. La struttura è un cubo di metallo e marmo di Candoglia con delle gavette con all'interno, se non ricordo male, il terreno del campo di Mauthausen.


Poco lontano c'è un'imponente struttura in pietra, il Mausoleo Palanti, del quale devo dire ho capito solo che fu usato come rifugio anti bombardamento durante la guerra essendo maestoso e perciò molto solido, all'interno è sepolto di padre di Einstein.



Passeggiando per le tombe la guida ci ha mostrato i monumenti di Butti, il primo, dedicato a Isabella Casati, rappresenta il corpo della donna disteso alle cui spalle è rappresentato il sogno con raffigurati degli angeli. Poco lontano c'è un'altra scultura dell'artista con doppia fase, la prima, in bronzo che riproduce due buoi e due contadini nell’atto di arare, alle cui spalle si trova la seconda, un'enorme statua scolpita nella roccia che rappresenta la natura, si tratta dell'edicola Besenzanica.
Ho imparato che con il termine edicola si intende un altare non consacrato.



Un'altra tomba molto interessante è quella fatta per il figlio di Arturo Toscanini, Giorgio, morto in tenera età. Il monumento è in marmo bianco con rappresentazioni stilizzate sulle quattro facce, dalla nascita alla dipartita.


Non lontano c’è una tomba molto particolare con all'esterno una struttura moderna al cui centro è posto un altare risalente al 300 d.C.

Proseguendo il giro si arriva alla struttura centrale del Cimitero, l’Ossario, con la tipica doppia colorazione.


Appena dietro all’Ossario c’è l’Edicola Bernocchi, una colonna piuttosto alta, che si assottiglia salendo, sulle cui facce sono rappresentate le varie stazioni della passione di Cristo. Si tratta di vere e proprie statue e non bassorilievi, come si può vedere entrando dalla piccola apertura davanti.




Alla fine del viale si arriva al forno crematorio, oggi non più utilizzato, al cui interno, dopo alcune sale con varie lapidi, si trova l’iscrizione a mio avviso piuttosto ironica per il luogo “pulvis es et in pulverem reverteris”.




Tornando verso l’uscita ci siamo fermati a vedere alcune tombe degne di nota che citerò in rigoroso ordine sparso.
La prima è di un giovane militare, morto in un incidente di volo, sulla cui lapide sono riportate le parole di D’Annunzio “Non cola ma vola / Non cade ma s’alza” con alle spalle la statua di un ragazzo in posa plastica che regge un’elica. Cercando in rete ho trovato il nome, Fabè.


Poi l’Edicola Ravera, che rappresenta una donna con in braccio il figlio, entrambi morti durante l’attentato al re Vittorio Emanuele III.

Più avanti si trova l’Edicola Campari, si quello dell’aperitivo. Imponente, rappresenta l’ultima cena, dove si può vedere Giuda, l’unico a non mostrare le mani al di sopra del tavolo.



Una tomba che mi è particolarmente piaciuta è quella con la statua di Gesù che caccia i mercanti dal tempio, in marmo di Carrara. La guida ha spiegato che la particolarità di questa struttura è la profondità che lo scultore è riuscito a dare nonostante fosse molto poco lo spazio.


A proposito di spazio, i monumenti del cimitero possono avere una dimensione massima di 7 x 7 metri.

Cosa che è rispettata al centimetro per l’Edicola Falck, l’ennesima imponente struttura trovata tra i viali. È un obelisco di 12 metri costruito dalla famiglia di industriali milanesi.



Quasi all’uscita la guida ci ha mostrato l’Edicola Carlo Erba, sì, proprio quello dei farmaci accanto alla quale c’è l’Edicola Bocconi, entrambe altre quasi 20 metri. Vi evito le foto perché in controluce sono venute pessime.

La gita si è conclusa nelle cripte con le tombe di Maciachini, il progettista del cimitero scelto per la bellezza dell’opera ma soprattutto perché era la più economica, e quelle dei nomi che hanno fatto grande Milano tra i quali Candido Cannavò, Enzo Jannacci, Franca Rame e Alda Merini.

Prima di uscite siamo andati in una sala alla sinistra dell’ingresso dove sono conservati due carri funebri storici.


Non contenti, prima di tornare sul lago, abbiamo fatto un passeggiata per la China Town milanese e abbiamo fotografato l’Arco della Pace in tutto il suo splendore.




Esperienza che consigli caldamente e che rifarei ancora.

Ora rifletto su altre mete milanesi.

A presto
Mus





lunedì 7 marzo 2016

Decennale

Oggi, 07/03/2016, sono dieci anni esatti dal giorno che mi sono laureato.

Mi ricordo praticamente tutto, l'arrivo in ritardo causa traffico mai visto, il cambio d'abito nei bagni, la discussione preparata per durare 12 minuti fatta in apnea in appena 9, le domande fatte dalla commissione, abbastanza inaspettatamente, che hanno causato le cascate del Niagara lungo la mia schiena, fortunatamente celate dalla giacca scura. 

Il tutto ne è valso la pena, di lì a poco ci sarebbe stato il momento più emozionante della giornata e forse della mia intera esistenza, la proclamazione. Nel sentire il presidente di commissione nominarmi dottore ho sentito le gambe tremare per la prima volta in vita mia.

Quella che è seguita è stata invece una delle situazioni più esilaranti ed assurde cui ho preso parte.
Il Dottor Morte, come da tradizione, ha estratto la macchinetta per tagliare i capelli e ha iniziato a rasarmi con una bella cresta, a farmi le sopracciglia a righe e a tingermi di rosso! 
Il ritorno a casa con la gente che mi guardava stranita è stato entusiasmante.

Questo giorno è stato il degno coronamento di un quinquennio (+2) vissuto divertendomi e conoscendo persone meravigliose, con le quali ho condiviso lezioni, laboratori, esami, ma soprattutto pranzi, partite a scopa e a briscola in 5.
Se non li avessi conosciute probabilmente quel (+2) non ci sarebbe stato, ma avrei perso tanti amici, tante risate e alcuni dei miglior anni della mia vita.

Che dire?
Grazie di cuore a tutti voi!


Marco Dottor Mus